Dettaglio eventi
Pulcheria 2011 sabato 8 ottobre -
ore 17
Fotofabbrica, p.zza Barozzieri 7/a
Incontro con la scrittrice Ada Celico 
che presenta il suo libro:
IO E LE SPOSE DI BARBABLÙ
Modera l’incontro la psicoterapeuta Adele
Falbo
Precede la presentazione la performance La Qualità dei Sentimenti
di Bianca Maria Neri
Il testo, Io e le spose di Barbablù (Mursia Editore) è la
testimonianza diretta di una donna che ha vissuto per 30 anni nella
difficile condizione di violenza domestica. Una valigia piena di
libri e un interminabile viaggio in treno verso la salvezza, segnano
l’inizio di un percorso, non ancora concluso, di “uscita
dalla violenza”. Lo strappo, la lacerazione, lo smarrimento,
l’esilio, sono i mille passi che l’autrice percorre
in una Milano che può solo offrire la protezione dell’anonimato
ma non la sicurezza di un lavoro che non c’è, che
non si trova, che diventa impossibile per chi decide di riprendersi
la vita a 50 anni. L’autrice intreccia la propria storia
e la propria voce con quella delle donne che non ce l’hanno
fatta, le spose di Barbablù, di cui la cronaca si occupa
per il lampo di una notizia, lo scorrere di un giorno, per poi
dimenticarle. Nel libro, queste donne “parlano”, attraverso
la narrazione delle loro storie, e l’autrice stessa ritrova
la sua voce. È una voce, nonostante tutto, di speranza,
e soprattutto la messa a fuoco di una piaga, quella della violenza
di genere, che è ormai in Italia, e non solo in Italia,
allarme sociale. Figure positive, soprattutto di donne, (operatrici,
assistenti sociali, avvocate, psicologhe) ma tanti sono ormai anche
gli uomini (giudici, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine)
e soprattutto i centri antiviolenza, impegnati a contrastare questo
fenomeno e a offrire una possibilità di vita e di salvezza
a chi sa ritrovare dentro di sé il coraggio per chiudersi
dietro le spalle la porta di casa e dire basta.
Ada Celico, Critica Letteraria e Docente di
Scrittura Creativa, è tra “I
nuovi talenti nazionali” nel concorso “Scrivere” Fabbri
Editori, 1997. Autrice di: Una casa di carta per mia madre, Rubbettino
2006; Il prato delle libellule, Pellegrini Editore,1994; premiato
come opera inedita al concorso “Un libro per la scuola”,
Millelibri Mondadori, 1991; Io, donna di Calabria, Santelli Editore
1990. Collabora con Nosside - Centro Studi Ricerca e Documentazione
Donna, Università della Calabria.
Pulcheria 2011
sabato 8 ottobre, ore 17 - 18.30
Libreria Matilda
DONNE NELLA STORIA:
UN GIORNO DA... COCO CHANEL
Diventiamo stiliste per un giorno! Con carte,
stoffa, forbici, immaginiamo di dover mettere in scena un grande
spettacolo! Seguendo
gli insegnamenti di Coco Chanel che non è stata solo una
grande
stilista ma anche costumista e figura dalla vita affascinante segnata
dagli episodi della storia. Ascoltiamo brevemente la sua vita e....pronti
per tagliare e colorare!
Coco Chanel
Nata da una famiglia di venditori ambulanti senza un soldo, orfana
a 12 anni, allevata severamente dalle suore in un convento di
Corrèze, la giovane Gabrielle Chanel sembrava destinata
a una modesta vita di provincia. Il suo genio, il suo carattere,
il suo coraggio ne hanno invece fatto una protagonista della
storia e del costume del ’900. Con le sue «invenzioni» (il
celebre tailleur, gli accessori che diventano gioielli, un profumo
molto parigino che ha conquistato il mondo) ha rivoluzionato
il modo di vestire delle donne, che voleva belle, libere e moderne.
È
stata amica e mecenate dell’avanguardia artistica e culturale
parigina (Picasso, Djagilev, Cocteau, Colette, Stravinskij) e ha
frequentato molti dei grandi della sua epoca, a cominciare da Winston
Churchill. Fra i suoi amori figurano un nipote dello zar (il granduca
Dmitrij Romanov), un cugino del re d’Inghilterra (il duca
di Westminster), un poeta surrealista (Pierre Reverdy).
Dopo aver chiuso la casa di moda (all’apice del successo)
allo scoppio della seconda guerra mondiale, è ritornata
in scena a 71 anni, affrontando i critici impietosi delle riviste
di moda – all’epoca innamorati di Dior – e i
lazzi di chi la credeva ormai vecchia e finita. Ed è tornata
a trionfare, prima in America, poi di nuovo in Europa. È stata
spesso sola, ha perso molte delle persone che amava, le è stata
preclusa la gioia di un figlio. Ma fino all’ultimo non ha
smesso di combattere, regale e generosa, impetuosa e collerica.
(Fonte: Hernry Gidel, Coco Chanel – La biografia, Lindau)
Pulcheria 2011

sabato 8 ottobre, ore 18
Palazzo Gotico, p.zza Cavalli
Incontro con
DACIA MARAINI
La scrittrice italiana più conosciuta e tradotta all'estero,
autrice di romanzi, poesie, saggi e opere teatrali, racconta il
suo percorso di donna e scrittrice in un incontro aperto con l’amato
pubblico.
Modera l’incontro il giornalista Mauro Molinaroli
Brindisi d’inaugurazione
Dacia Maraini
Nata nel 1936 a Fiesole,
figlia di una principessa siciliana e del grande etnologo Fosco
Maraini, Dacia si trasferisce
piccolissima
in Giappone con la famiglia che viene internata in un campo di
concentramento giapponese dal ‘43 al ‘46 (nella collezione
di poesie Mangiami pure la scrittrice racconterà le atroci
privazioni di quegli anni).
Rientrati in Italia, i Maraini si trasferiscono in Sicilia, presso
i nonni materni, nella villa di Bagheria (anni raccontati dalla
Maraini nel romanzo Bagheria)
Dopo la separazione dei genitori, a 18 anni Dacia raggiunge il
padre che nel frattempo si era trasferito a Roma dove ottiene il
suo primo successo con il romanzo La vacanza, cui seguono L’età del
malessere (1963 Premio Internazionale degli Editori “Formentor”)
e A memoria (1967).
Qui incontra Alberto Moravia, che nel 1962 lascia per lei la moglie
Elsa Morante (i due vivranno insieme fino ai primi anni Ottanta).
Interessata al teatro nel ‘73 fonda con altre intellettuali
il Teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Lei stessa
scrive molti testi teatrali, tra i quali Maria Stuarda, Dialogo
di una prostituta con un suo cliente, Stravaganza… Nel ’72
pubblica Memorie di una ladra (da cui Monica Vitti ricava uno dei
suoi film più riusciti), quindi Donna in guerra e, nell’80,
Storia di Piera, scritto in collaborazione con Piera degli Esposti
(Marco Ferreri ne ricaverà un film con Mastroianni). Degli
anni Ottanta sono i romanzi Il treno per Helsinki (1984), sulla
nostalgica ricerca degli entusiasmi del passato, e Isolina (1985),
la storia toccante di una ragazza a cavallo tra Otto e Novecento.
Nel ‘90 esce Lunga vita di Marianna Ucrìa, che vince
il Campiello e altri prestigiosi premi e ottiene un enorme successo
di critica e pubblico. Nel ‘93 è la volta di Bagheria,
un appassionante viaggio autobiografico nei luoghi d’infanzia,
e Cercando Emma, che ripercorre la vicenda del romanzo Madame Bovary
di Flaubert per capire il suo fascino e svelarne il mistero. Nel ‘94
il romanzo Voci, vincitore di molti premi letterari, sul tema della
violenza sulle donne.
I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell'infanzia
sono ancora al centro delle sue opere successive: il breve saggio
sulla modernità e sull’aborto Un clandestino a bordo
(1996), il libro intervista E tu chi eri? (1998), la raccolta di
racconti sulla violenza sull’infanzia Buio (1999, Premio
Strega), il romanzo Dolce per sé (in cui una donna matura
e giramondo scrive ad una bambina) e la raccolta poetica Se amando
troppo.
Tra il 2000 e il 2001 vengono pubblicati: Amata scrittura (in cui
svela con passione e umiltà i segreti del mestiere di scrittore),
Fare teatro 1966-2000 (che raccoglie quasi tutte le sue opere teatrali)
e La nave per Kobe (in cui rievoca l'esperienza infantile della
prigionia in Giappone). Nel 2003 escono invece Piera e gli assassini,
il secondo libro scritto in collaborazione con Piera degli Esposti,
e le favole di La pecora Dolly. La letteratura, la famiglia e il
mistero del corpo sono i temi principali di Colomba (2004). Degli
ultimi anni sono invece la raccolta di articoli I giorni di Antigone
(2006) e il saggio Il gioco dell'universo (2007) di cui è coautrice
insieme al padre. Ancora estremamente prolifica, Dacia Maraini
viaggia attraverso il mondo partecipando a conferenze e prime dei
suoi spettacoli. Ha pubblicato nel 2008 Il treno dell'ultima notte,
nel 2009 la raccolta di racconti La ragazza di via Maqueda e nel
2010 La seduzione dell'altrove.
Pulcheria
2011
sabato 8 ottobre, ore 18.30 
Galleria
Nuovo Spazio, via Calzolai 24
LINEA D’EMOZIONE
Inaugurazione della mostra personale di Giorgia Beltrami
La Galleria Nuovo Spazio presenta Linea d’emozione una serie
di ritratti ad acquarello su carta, di “anime, emozioni e
regine” di Giorgia Beltrami. Non c’è nessun
riferimento preciso a persone storiche o realmente esistenti, quanto
piuttosto la suggestione di sguardi, volti ed espressioni della
memoria che contribuiscono a definire l’impronta labile di
un ricordo. Il colore labile e fugace della materia si trasmette
sulla carta come la traccia di una sindone, reiterando su carta
il processo della "solarizzazione" che imprime pochi
colori sbiaditi con evidenti aloni rosati. Alice, Cassiopea e la
neve, Pegaso e la notte non sono delle figure definite, ma le reminiscenze
dell’oscurità che si dischiudono ai primi bagliori
dell’alba, lasciando nell’anima un senso di vibrante
bellezza proprio perché evanescente.
Per rendere in qualche modo imperitura questa sensazione di splendore,
fascino e leggerezza sono stati necessari numerosi passaggi e aggiustamenti
formali che non affievolissero quel senso di palpitante emozione
destato alla vista di un ritratto misterioso e insondabile, dalla
bellezza ambigua ed allusiva. Come conferma l’artista, “il
lavoro è giostrato completamente sull’emozione pura,
la ricerca della leggerezza, dell’evanescenza, della bellezza,
e della sensazione di piacere che ritorna dall’opera. Il
lavoro nasce proprio dal desiderio di creare opere che migliorino
lo stato d’animo”.
La trasposizione concettuale della vaghezza e dell’evanescenza
conferma il carattere cangiante e indefinito di questa bellezza
come verità in fieri che si contrappone alla mera mimesi
del già dato. L’opera d’arte in questo caso
esibisce quell’aspetto di “formatività” che
si rapporta alla percezione dello spettatore. (Chiara Canali)
Giorgia Beltrami, nata nel 1969 a Reggio Emilia, vive e lavora
a Rubiera.
Pulcheria 2011
mercoledì
12 ottobre, ore 21
Cinema Iris, corso Vittorio
Emanuele 49
DA GRANDE VOGLIO FARE LA DONNA – tre
storie di adolescenza al femminile
In collaborazione con Il pane e le rose e Concorto
COSMONAUTA
Regia di Susanna Nicchiarelli, con Claudia Pandolfi (Italia, 2009)
1957. Roma. Luciana ha nove anni e abbandona la chiesa durante
la cerimonia della prima comunione. Motivazione: è comunista.
Perché il padre lo era e perché il fratello, che
soffre di epilessia, è un appassionato cultore delle imprese
spaziali sovietiche. La cagnetta Laika è stata inviata in
orbita sopra la Terra e Gagarin, primo cosmonauta della storia,
la seguirà battendo sul tempo gli odiati americani. Intanto
Luciana è cresciuta (siamo nel 1963) e deve vedersela con
un patrigno detestato, con un fratello il cui handicap si fa sempre
più ingombrante, e con i 'compagni'. Nel Partito vigono
regole che la ragazza sente strette così come quelle di
casa. Cercherà, a modo suo, di trovare una sua orbita in
quello spazio profondo che è l'adolescenza.
Susanna Nicchiarelli, alla sua opera prima, si assume il compito,
più che mai rischioso in tempi 'mocciani', di parlare di
adolescenza al cinema per di più partendo da un passato
che sembra ormai sepolto anche nell'immaginario collettivo. Nel
mondo c'era la Guerra Fredda e la corsa allo spazio ne rappresentava
in qualche misura le tensioni trasponendole su un piano da leggenda
contemporanea.
In un'epoca come la nostra in cui le ideologie si sono dissolte
la regista ci racconta di una ragazzina che ad una di quelle ideologie
si aggrappa per cercare di trovare un senso al proprio esistere.
Lo fa in modo confuso (come i suoi coetanei del presente che non
hanno più neppure quell'appiglio) provando a individuare
una traiettoria tra riunioni in sezione, vendette contro i socialisti
'traditori' e, come tutti, nel tentativo di guardare dentro se
stessa per capire i piccoli slittamenti del cuore. Susanna Nicchiarelli
ama il personaggio che mette in scena. La segue nelle sue improvvise,
e talvolta crudeli, ribellioni senza mai giudicarla alternando
dramma e commedia dai toni lievi.
Dalla base del suo fare cinema (che vuole essere anche memoria
di un passato non così remoto) segue il volo di questa Valentina
Tereskova lanciata nella vita. Ricordandoci che, anche se viviamo
in un mondo in cui i miti si sono dissolti per farsi sostituire
da ectoplasmi evanescenti, i ragazzi hanno più che mai bisogno
di modelli e di regole. Con cui magari scontrarsi. Per poter crescere.
(Fonte: MyMovies)
Pulcheria 2011
venerdì 14 ottobre, ore 21
Duomo di Piacenza
ROSA MYSTICA
Elevazione musicale in Cattedrale, per organo, coro, voce a cura
dell'Associazione Domus Justinae.
“Rosa mystica” è una delle invocazioni litaniche
che meglio esprimono il senso della venerazione cristiana per la
Vergine Maria, cresciuta “come pianta di rosa” (Sir
24, 14), capolavoro di grazia e madre della Chiesa. La serata culturale
di venerdì 14 ottobre, giorno liturgico in cui si ricorda
la consacrazione della basilica Cattedrale, è dedicata in
particolare alla B.V. Maria; un’elevazione musicale per soprano,
coro, organo e voce narrante che celebrerà le lodi di Maria
e di altre figure femminili della “Rosa mistica”, la
candida rosa dantesca, come Santa Giustina d’Antiochia, patrona
di Piacenza, di cui si conservano in Duomo le reliquie, e la stessa
Santa Pulcheria, “patrona” dell’insieme di iniziative
promosse dal comune di Piacenza nel mese di ottobre.
La Cattedrale piacentina, matris ecclesiae
Sanctae Mariae et Sanctae Justinae, risuonerà in questa serata per l’alternarsi
di brani organistici del ‘900 francese (in particolare, di
Pierre Cocherau), eseguiti da Mario Acquabona e di brani corali,
appartenenti perlopiù alla galassia musicale del ‘900
italiano (da Lorenzo Perosi, direttore della Cappella Sistina nella
prima metà del secolo, al contemporaneo Marco Frisina),
eseguiti dal Coro Polifonico “Santa Giustina”, diretto
dal giovane Simone Fermi Berto. Non mancheranno inoltre pezzi classici
come l’“Ave Maria” di Charles Gounod, cantata
dal soprano Giulia Guarneri.
La parte storico-agiografica della serata contempleranno in modo
particolare un intervento sulla vita, la “leggenda” e
la traditio memoriae di Santa Giustina con alcuni passi dalla Storia
di san Cipriano di Eudocia Augusta, che ha dedicato alla storia
della santa un poema in versi.
Il Coro Polifonico Santa Giustina è nato nel settembre
2004 per iniziativa del Presidente Giuseppe Tamborlani e del Direttore
Simone Fermi Berto ed è costituito da un gruppo di 24 cantori
provenienti da varie parrocchie ed esperienze corali: è intitolato
a Santa Giustina di Antiochia, vergine e martire del IV secolo,
patrona della città di Piacenza e della diocesi.
Il coro ha sede presso l’oratorio di San Rocco e svolge un’attività costante
nell’animazione della liturgia in Cattedrale e in alcune
chiese della diocesi, nonché nell’ambito di serate
culturali organizzate dall’Associazione Domus Justinae.
Pulcheria 2011
sabato 15 ottobre, ore 17
Palazzo
Ghizzoni Nasalli (Serra Neogotica) vicolo Serafini 12
LOVE MUST BE REINVESTED
Performance d’inaugurazione della mostra personale di Roberta Savelli
Dopo l’inaugurazione, l’esposizione sarà trasferita
alla Galleria Il lepre (via F. Frasi, 20)
con i seguenti orari: mar/mer/ven/sab ore 10.30 - 12.30 e 16 -
19; lun/giov per appuntamento.
Roberta Savelli in love must be reinvented
difende il diritto e il piacere di trasformare i propri sogni
e le proprie fantasie
in qualcosa di “reale”, ciò può avvenire
solo attraverso l’amore o obbedendo alle leggi della magia-arte.
“
I bambini mi affascinano perché sono gli essere umani più contemporanei,
aperti al nuovo, sempre fiduciosi , spontanei …”.
Per questo Roberta li ha scelti come soggetti privilegiati e quasi
esclusivi. Recuperando con ogni attenzione la tecnica del disegno
e dell’olio molto diluito, steso su piccole e “intime” tele
di garza leggera, l’artista dà forma a un immaginario
intimo e quasi segreto, dalla spiccata intensità psicologica.
Per l’inaugurazione nella serra neogotica di palazzo Ghizzoni
Nasalli la mostra, organizzata dalla Galleria Il Lepre, sarà accompagnata
da un racconto di suoni creato live dall’artista attraverso
un dj set.
Roberta Savelli vive e lavora a Milano, le
sue opere sono state pubblicate sui mensili specializzati di
settore ed esposte in varie
città d’Europa.
Pulcheria 2011
sabato 15 ottobre, ore 21.00
Palazzo
Gotico
CARLA SIGNORIS
presenta il suo libro
MEGLIO VEDOVE CHE MAL ACCOMPAGNATE
Esilarante e dissacrante attrice comica (unica
donna dei Broncoviz, ha fatto parte del cast di Avanzi, Tunnel,
Hollywood Party, La
grande notte e Crozza Italia), conduttrice televisiva (nonché moglie
di Maurizio Crozza), scrittrice (una rubrica su Repubblica, e il
fortunatissimo Ho sposato un deficiente), bella, ironica e spudorata
Carla Signoris presenta a Piacenza il suo nuovo libro Meglio vedove
che mal accompagnate.
Modera l’incontro la giornalista Angela Marinetti
Cinque amiche, cinque storie d’amore, cinque sistemi per
sbarazzarsi dell’uomo sbagliato o per tenersi quello giusto.
Debbie festeggia i quarant’anni da un decennio. Il tempo è relativo,
mentre lei è obiettivamente perfetta. O almeno così dice.
Esmeralda è una single inespugnabile e non crede all’uomo
dei sogni. Vincenza è una donna forte che ha scelto un uomo
debole per complicarsi la vita. Lavinia ha sposato un mostro che
sa tutto di turismo sessuale. E poi c’è Carla, che
si ritrova suo malgrado impigliata in questo intreccio in cui amanti
e mariti sono la causa e la soluzione di tanti problemi.
Tanti, ma non tutti. Cinque donne. Ognuna pensa che le altre quattro
sono iene, ma guai se qualcuno al di fuori del branco parla male
di una di loro. Sono amiche. Semplicemente amiche, finché durerà.
Carla Signoris racconta una storia dove tutto è un po’ giallo
come una risata al sole, un po’ nero come un bel funerale
in agosto, e un po’ rosso come il sangue e l’amore.
Perché se per trovare l’uomo giusto serve tanta fortuna,
per sbarazzarsi di quello sbagliato è necessario un buon
avvocato e, in casi estremi, un alibi di ferro. Lasciatevi prendere
dalla lucida follia di queste pagine, perché nella vita
può succedere che il peggio sia la cosa migliore che possa
capitare e, quando meno ve lo aspettate, potreste aprire la porta
all’uomo giusto, quello che invece di riempire i vostri silenzi
ha imparato ad ascoltarli.
Pulcheria 2011
martedì 18 ottobre, ore 17 
Galleria
Al Quindici, Stradone Farnese 15
ARTE NELL’OMBRA
Inaugurazione della mostra di Grazia
Resta e Ruza Gagulic: 2 artiste
in 4D.
Esposizione aperta fino al 25 ottobre da martedì a sabato
10:30-12:30 / 17:00-19:30 “Arte nell’ombra – 2 artiste in 4D” è un
omaggio che Grazia Resta e Ruza Gagulic vogliono fare a quell’illustre “sesto
senso” delle donne, alla loro intelligenza emotiva, alla
sensibilità, alla capacità tutta femminile di andare
oltre l’apparenza.
Diverse per formazione, cultura e percorso lavorativo, Grazia Resta
e Ruza Gagulic sono accomunate da un’attenta e instancabile
ricerca artistica che le ha portate, nel corso degli anni, a indagare
al di là della forma, nella sfera sensoriale, oltre lo spazio
tridimensionale.
La sperimentazione di entrambe, seppure attraverso strade diverse
e diverse tecniche espressive, è volta a scoprire come un’opera
d’arte possa interagire nella quarta dimensione, una sorta
di “universo parallelo” che esiste solo oltre lo spazio,
fatto esclusivamente di percezioni e di idee; un mondo in cui non
esistono forme definite ma solo le proiezioni che di esse fabbrica
la nostra mente.
E proprio sulle proiezioni si articola questa mostra: le opere,
attraverso un percorso suggestivo costruito pressoché interamente
al buio, scompaiono quasi totalmente dietro la loro stessa ombra,
che viene riprodotta sul muro retrostante, arricchita di particolari
invisibili nella terza dimensione.
Così, attraverso la sua proiezione, l’opera sfonda
il muro dello spazio tridimensionale per rivelare la sua essenza
più intima, più autentica, ciò insomma, che “non
si vede ma c’è”; l’opera si annulla per
lasciare spazio alla sua ombra che, rubandole la scena, diviene
protagonista assoluta di una mostra dall’altissimo impatto
emotivo.
Grazia Resta, dopo una lunga esperienza
come stilista di moda, spinta dall’interesse per gli oggetti
quotidiani e i mobili scartati giunge ad occuparsi di "arredamento
di recupero" creando complementi d'arredo
che firma col marchio Vico dell’Arte. Parallelamente si dedica
all'arte attraverso personalissima ricerca, sperimentazione e reinterpretazione
di materiali industriali e di scarto: non esiste per la Resta una
materia "nobile", una volta decontestualizzato, tutto
può diventare arte. Individuare, isolare, trasferire, ricollocare
e risignificare, scorporando il tutto in una sequenza di passaggi, è il
complesso percorso che, insieme a uno spiccato gusto del colore
e della materia, porta a quella particolare alchimia, frutto del
modus operandi della Resta.
Ruza Gagulic, bosniaca, si diploma all’Accademia di Belle
Arti di Roma, lavora in Germania, tra Monaco e Norimberga, dove
si dedica alla pittura sacra, quindi torna in Italia interessata
a una ricerca artistica diversa dalla pittura tout court, a partire
dai supporti su cui sviluppare l’opera: non tele o tavole,
ma un materiale trasparente come il plexiglass, che dipinto e intagliato,
una volta appoggiato vicino al muro non si limita ad essere una
semplice scultura tridimensionale: proiettando la sua stessa ombra
sul muro retrostante, il soggetto ritratto “scompare” letteralmente
alla vista, nascosto dalla propria ombra che diventa la vera opera
d’arte.
Le opera di Grazia Resta e Ruza Gagulic sono
state esposte in numerose gallerie in Italia e all’estero.
Pulcheria
2011
mercoledì 19 ottobre,
ore 21
Cinema Iris, corso Vittorio Emanuele 49
DA GRANDE VOGLIO FARE LA DONNA – tre
storie di adolescenza al femminile
In collaborazione con Il pane e le rose e Concorto
CORPO CELESTE
Regia di Alice Rohrwacher (Italia, 2010)
Marta ha 13 anni ed è tornata a vivere alla periferia di
Reggio Calabria (dove è nata) dopo aver trascorso 10 anni
in Svizzera. Con lei ci sono la madre e la sorella maggiore che
la sopporta a fatica. La ragazzina ha l'età giusta per accedere
al sacramento della Cresima e inizia a frequentare il catechismo.
Si ritrova così in una realtà ecclesiale contaminata
dai modelli consumistici, attraversata da un'ignoranza pervasiva
e guidata da un parroco più interessato alla politica e
a fare carriera che alla fede. Alice Rohrwacher debutta alla regia
di un lungometraggio con una prova che testimonia della sua abilità nel
dirigere attori e non attori, garantendo quella naturalezza che
per un film come Corpo celeste è una qualità indispensabile.
Deve infatti sostenere la veridicità di una condizione di
degrado culturale e ambientale locale con il massimo possibile
di verosimiglianza. Perché il film della Rohrwacher si colloca
come un Gomorra della spiritualità in cui (forse casualmente
forse inconsciamente) proprio uno degli attori di quell'opera interpreta
il ruolo di un parroco desolatamente impermeabile a una fede vissuta
a capo di una comunità culturalmente fatiscente. In essa
si aggira la piccola Marta, adolescente in formazione che solo
nella madre sembra trovare un'amorevole comprensione.
Tra balletti
di bambine ispirati alla peggiore tv, frasi del catechismo deprivate
di qualsiasi senso grazie a una catechista incolta ma volonterosa
e vescovi e loro segretari dal volto grifagno o dallo sguardo raggelante,
Marta va verso la Cresima attraversando dei gironi spiritualmente
infernali in cui non manca neppure un sacrestano lombrosianamente
così pericoloso da annegare gattini appena nati. Un appiglio
affinché una sua possibile fede possa non essere totalmente
dissolta nell'acido muriatico di un'insipienza eretta a sistema
potrebbe venirle da un anziano e isolato sacerdote che le fa conoscere
la ‘follia' di Cristo.
Ciò che non convince nella sceneggiatura (a differenza di
film come Cosmonauta e I baci mai dati sicuramente non teneri con
la Chiesa) è la compressione dell'ottica. Noi conosciamo
Marta solo per quanto attiene la sua vita in casa (in misura minore)
e la sua attività in parrocchia. Come se il Catechismo per
una ragazzina di 13 anni fosse oggi pervasivo come per un'educanda
in un collegio di inizio Novecento. Marta non sembra avere altre
occasioni di vita o di relazione sociale (la scuola ad esempio?).
Non avendo esperienza diretta della realtà calabra che Rohrwacher
ha voluto portare sullo schermo non ci si può permettere
di negarne la verosimiglianza. Si può solo constatare che,
per fortuna, il mondo ecclesiale italiano è molto più complesso
e articolato.
(Fonte: MyMovies)
Pulcheria 2011
giovedì 20 ottobre, ore 18 
Auditorium
Sant’Ilario,
via Garibaldi 17
ANGILBERGA E MARGARITA D'AUSTRIA:
UN ANTICO AMORE PER PIACENZA
Tavola rotonda a cura del CENTRO ITALIANO FEMMINILE di Piacenza
L’avv. Massimo Solari e la prof.ssa Valeria Costa raccontano
la storia di ANGILBERGA, moglie dell'Imperatore tedesco Ludovico
II, e di Margarita D'Austria, figlia naturale dell'Imperatore Carlo
V e moglie di Ottavio Farnese, due regine straniere che hanno avuto
a cuore la nostra città.
Massimo Solari vive a Piacenza dove esercita
la professione di avvocato. Ha studiato presso Università degli Studi di Parma.
Ha pubblicato il romanzo biografico “Mariella”, il
romanzo "Papa Marco II", "I segreti dei Re di Francia",
il romanzo storico "Betulle nella bufera" e “Le
Regine di Piacenza”. E’ in pubblicazione, sempre per
LIR Editore, "La mia vita con Mariella", mentre ha in
preparazione il libro "Donne di Piacenza" nel quale parlerà di
Bianchina Landi (1322), della congiura di Piacenza (1547), della
leggenda di Laura e Sergio (1620), del fantasma di Aloisa e del
Concilio di Piacenza (1095), e così di cinque storie piacentine
di epoche storiche diverse.
Ne "Le Regine di Piacenza" racconta la storia di quattro
donne celebri vissute a Piacenza: Calpurnia, terza moglie di Giulio
Cesare, Angilberga, moglie dell'imperatore tedesco Lodovico II,
Margarita d'Austria, figlia naturale dell'imperatore Carlo V e
moglie di Ottavio Farnese, duca di Parma e Piacenza, e Maria Luigia
d'Austria, moglie di Napoleone Bonaparte e, in seguito, duchessa
di Parma, Piacenza e Guastalla, e delinea alcuni aspetti della
nostra città all'epoca romana, medioevale, rinascimentale
e neoclassica.
Valeria Costa, originaria di Rompeggio, ha esercitato a Piacenza,
in gran parte presso il Liceo Scientifico L. Respighi, la professione
di insegnante di lettere sino a due anni fa. Appassionata di ricerca
storica nel periodo alto-medioevale, ha compiuto studi sulle figure
femminili del popolo longobardo e sulla devozione a S. Michele
pubblicando anche il volume “L’Arcangelo Michele nel
tratto piacentino della via Sacra dei Longobardi” per Editrice
Farnesiana.
CERIMONIA DI CONSEGNA del
PREMIO NADA
A cura della Consulta Immigrazione e Mondialità
Il Premio Nada è nato nel 2004 su proposta delle associazioni
degli immigrati e con il patrocinio dell’assessorato alle
Pari Opportunità del Comune di Piacenza.
Il Premio vuole valorizzare e dare visibilità all’operato
delle donne immigrate e alla loro solidarietà a favore di
altre donne e uomini straneri, vuole premiare il contributo e il
ruolo decisivo della donna immigrata nel difficile percorso di
inserimento dei cittadini non italiani nella società odierna.
Il Premio prende il nome in memoria di Nada Ghisleri, una sig.ra
di origine slovena che purtroppo non c’è più,
che ha saputo stare vicino agli immigrati in difficoltà,
ascoltarli ed aiutarli, una donna che ha avuto un ruolo importante
nell’attivazione delle politiche di accoglienza a sostegno
di donne e uomini stranieri nel territorio.
Lei è diventata
un punto di riferimento per gli immigrati di diverse etnie, riuscendo
cosi superare le diversità e dare vita ad un dialogo e convivenza
tra le varie etnie di immigrati presenti nel territorio.
La Consulta Immigrazione e Mondialità ogni anno stabilisce
l’assegnazione del Premio Nada, valutando le proposte delle
associazioni del territorio e avvalendosi di un regolamento.
Pulcheria 2011
venerdì 21 ottobre,
ore 21
Auditorium Sant’Ilario,
via Garibaldi 17
Incontro con CRISTINA LUPOLI DALAI
e con le scrittrici Caterina Cavina e Maria
Tronca
Una delle editrici più affermate d’Italia, dal 2002
alla guida de La Tartaruga, storica casa editrice “delle
donne” fondata nel 1975 da Laura Lepetit, racconta la sua
avventura al femminile nel mondo dell’editoria e nella vita.
Modera l’incontro la giornalista Eleonora Bagarotti
La casa editrice milanese, fondata nel 1975
da Laura Lepetit, è il
marchio più importante dell'editoria "femminile e femminista" italiana.
Nel suo catalogo, fra gli altri nomi, figurano autrici come: Virginia
Woolf, Anna Maria Ortese, Edith Wharton, Ptrizia Highsmith, Elizabeth
Bowen, Doris Lessing, Clarice Lispector, Grazia Livi, Patrizia
Zappa Mulas, Lidia Ravera...
La Tartaruga pur mantenendo marchio
e spirito indipendenti è, a tutti gli effetti, una collana
di Baldini&Castoldi e continua nella sua ventennale tradizione
di scopritrice di nuovi talenti al femminile.
Pulcheria 2011
sabato 22 ottobre, ore 17 - 18.30
Libreria Matilda, Cantone
dei Cavalli 9
DONNE NELLA STORIA: 
ARTEMISIA GENTILESCHI
Laboratorio gratuito aperto a tutti i bambini
Difficile immedesimarsi in una donna artista del 1600?? Non per
noi!
Ascoltiamo gli episodi più caratteristici della sua vita,
guardiamo alcuni suoi quadri e...mettiamoci all'opera!
Artemisia Gentileschi (1597-1653), pittrice
insigne, erede del padre Orazio, ma ben più degna di ammirazione per avere
trasformato la sua passione per l'arte in un'arma con cui pararsi
davanti al mondo: per difendere la propria dignità di donna,
innanzitutto e poi quella di artista, cosciente di aver aperto
alla pittura strade che nemmeno il suo grande maestro, Caravaggio,
aveva osato percorrere.
Quest'ultima battaglia la vide vincitrice: prima pittrice a guadagnarsi
da vivere con i suoi quadri, prima donna a essere ammessa all'Accademia
del Disegno di Firenze.
Una donna dalla vita sicuramente straordinaria, con un'esaltazione
tutta contemporanea per scelte femminili che antepongono la passione
per il proprio lavoro, alle relazioni d'affetto, all'amore.
La
sua Artemisia è una donna ormai fuori dai paradigmi romantici
dell'opposizione mente/cuore, è una donna in cui il profondo
legame con il padre si intreccia con la cura del proprio talento
in un movimento a spirale che si attesta su piani sempre più profondi,
o alti, di scoperta dell'altro dentro di sé e di sé nell'altro.
(Fonte: Susan Vreeland, La passione di Artemisia, Neri Pozza)
Pulcheria 2011
sabato
22 ottobre, ore 18.30
Auditorium Sant’Ilario, via
Garibaldi 17
Incontro con GILDA BOJARDI
Avvocato, dirige dal 1994 la rivista di architettura
e design contemporaneo INTERNI e il Sistema di pubblicazioni che
le è nato
intorno.
Per l’impegno volto alla diffusione internazionale
della cultura del design è stata insignita dell’Officer
des Arts et des Lettres francese e dell’Ambrogino d’Oro,
per l’ideazione e la diffusione del FuoriSalone milanese.
Da gennaio 2010 ha inoltre assunto la carica di direttore responsabile
del mensile Grazia Casa.
La “Signora del design” racconta il suo eccezionale
percorso lavorativo.
Modera l’incontro Sergio Buttiglieri.
Pulcheria 2011
domenica 23 ottobre, ore 18.30 
Auditorium Sant’Ilario,
via Garibaldi 17
CAMILA RAZNOVICH
presenta il suo nuovo libro: M’AMMAZZA
Diario di una mamma politicamente scorretta
La prima veejay donna di MTV, conduttrice
di programmi come Loveline (La7) e Amore criminale (Rai), dopo
la coraggiosa autobiografia
Lo rifarei, torna alla scrittura con M’ammazza, volume nato
dall’omonimo seguitissimo blog che Camila (mamma di Viola,
5 anni) tiene su Io Donna.
New entry del mondo delle neomamme, una delle
protagoniste più ironiche
e graffianti della tv racconta finalmente la verità sulla
gravidanza, il parto e i primi mesi col pargolo.
Perché si parla di dolce attesa? Che cosa c’è di
dolce nel vomitare tutte le mattine, vedere il tuo corpo che lievita,
avere scompensi ormonali che in confronto L’esorcista sembra
S.O.S. Tata? Durante la gravidanza niente sushi né caffè,
proibite le terme, obbligo di
indossare detestabili vestiti premaman, addio al sesso per i primi
tre mesi. Dopo, guerra ai giardinetti con gli altri insopportabili
nani e le loro mamme, con il tiralatte, con la suocera che ne sa
sempre più di te su come si educa un bambino. Insomma, quello
che si dice sulla maternità è una bugia che si è inventato
uno del marketing, sicuramente uomo. Eppure, nonostante la fatica
e i dubbi, Camila non demorde: “Voglio il secondo figlio”.
E qui racconta il perché.
Modera l’incontro Katia Tarasconi assessore alle Pari Opportunità del
Comune e mamma
Pulcheria 2011
lunedì 24 ottobre,
ore 20.30
Il barino
L'ECCELLENZA FEMMINILE
NEL PIATTO E NEL BICCHIERE
Una cena esclusiva nel cuore di Piacenza
Isa Mazzocchi (La Palta di Bilegno), Patrizia Dadomo (La fiaschetteria
di Besenzone), Emanuela Cattivelli (Antica Trattoria da Cattivelli
di Isola Serafini), Carla Aradelli (Riva di Riva di Pontedell'Olio),
Betty Bertuzzi (Caffé Grande di Rivergaro): le cinque chef
piacentine che rappresentano l'assoluta eccellenza, riunite per
una cena esclusiva nel cuore di Piacenza. Ciascuna presenta una
portata speciale. Ciascuna racconta un pezzetto di sé, del
suo percorso per arrivare "alle stelle". Con loro cinque
eccellenti vignaiole piacentine presentano ciascuna un vino svelandone
i segreti dalla vigna alla cantina: Elena Pantaleoni (Az. vinicola
La Stoppa), Lodovica Lusenti (Az. vitivinicola Lusenti), Laura
Cardinali (Az. vitivinicola Cardinali), Carla Asti (Az. agricola
Luretta), Andreana Burgazzi (Az. Agricola Baraccone).
Il servizio dei vini è curato dalle sommelier della FISAR.
Il ricavato sarà devoluto alla casa d’accoglienza
per donne senza dimora e all’Associazione Arcobaleno
Info e prenotazioni: info@pulcheria.it o 331 9559753
Pulcheria 2011
mercoledì 26 ottobre,
ore 21
Cinema Iris, corso Vittorio Emanuele 49
DA GRANDE VOGLIO FARE LA DONNA – tre
storie di adolescenza al femminile
In collaborazione con Il pane e le rose e Concorto
STELLA
Regia di Sylvie Verheyde, Francia 2008.
rancia, 1977. Stella, una ragazzina dei quartieri operai, viene
ammessa a frequentare il primo anno di una prestigiosa scuola media,
dove si trova come un pesce fuor d'acqua finché non conosce
Gladys, la prima della classe, amica per errore e per fortuna.
Prima che Gladys le offra le parole che le mancano, Stella è cresciuta
con i testi del juke-box, per casa un rumoroso bar di periferia
e per famiglia una schiera di disadattati e alcolisti; presenze
fisse (habitués) ma non propriamente mature, tra le quali
spicca l'angelo buono (a nulla) di Guillaume Depardieu. Stella,
della regista Sylvie Verheyde, è dunque il racconto di ciò che
avviene quando una ragazzina spensierata e trascurata comincia
a prendere coscienza che il suo mondo non è l'unico possibile,
non è il migliore, forse non è nemmeno più quello
che la fa felice. Nessuno, fino ad ora, le aveva mai insegnato
l'ortografia, nessuno le aveva mai detto che esiste una scrittura "retta" dell'esistenza
e che lei, se non si trova agli antipodi, di sicuro parte quanto
meno "svantaggiata". A noi spettatori, però, lo
anticipa la macchina da presa, superandola regolarmente nella sua
corsa verso casa, come a sottolineare il gap, la strada che le
resta da fare. Leggermente doloroso, come un cordone ombelicale
che si spezza, divertente, come una lingua straniera messa in bocca
ad una principiante volonterosa ma impreparata, il film in gran
parte autobiografico della Verheyde, affidato all'aria fragile
e misteriosa di Léora Barbara, è un racconto di formazione
che non aggiunge forse nulla di nuovo alla già nutrita schiere
di "Zazie" dello schermo (non ultima Little Miss Sunshine)
ma riesce a raccontare un'epoca e un'età fondendole magicamente
tra loro, senza mai indugiare nella nostalgia. Perché, in
fondo, questo piccolo film di grandi attori (la madre e il padre
della protagonista, in primis), più ancora che il tenero
ed amaro diario di un'adolescente che ha saltato l'infanzia, è il
racconto di un'opportunità. I francesi dicono "chance",
che suona un po' "fortuna" e un po' "caso",
ma è comunque un'opportunità. Dunque bando alle nostalgie
(tanto italiane) e largo ai film come questo, che, come i bei romanzi,
si vorrebbero veder proseguire.
(Fonte: MyMovies)
Pulcheria 2011
venerdì 28 ottobre, ore 21
Auditorium
Sant’Ilario,
corso Garibaldi 17
Incontro con ANTONIA ARSLAN
Da Ishtar 2 a Il cortile dei girasoli parlanti
Da La masseria delle allodole (tradotto in
più di dieci
lingue e divenuto film grazie ai fratelli Taviani) a Ishtar due
(l’autobiografia onirica del coma in cui è stata inghiottita
per venti giorni) al libro in uscita, Il cortile dei girasoli parlanti,
Antonia Arslan, intensa scrittrice italiana di origine armena e
di fama internazionale si racconta.
Modera l’incontro la giornalista Patrizia Soffientini
Antonia Arslan è nata a Padova e discende da una famiglia
di origine armena. Ha insegnato Letteratura italiana moderna e
contemporanea alla facoltà di Lettere dell'Università di
Padova ed ha pubblicato libri e saggi. E' autrice de La Masseria
delle Allodole, il suo primo romanzo, edito da Rizzoli nel 2004,
giunto alla 28esima edizione, pluripremiato e tradotto in 16 lingue,
fra cui svedese, olandese, tedesco, greco, spagnolo, armeno, inglese,
francese, giapponese, turco, inglese, russo, sloveno, ungherese
ed arabo. Nel 2007 è uscito nelle sale il film dei fratelli
Taviani liberamente tratto del romanzo, che fu presentato al festival
cinematografico di Berlino.
A La masseria delle allodole è seguito nel 2009 il romanzo
La strada di Smirne nel quale l’autrice, dopo aver denunciato
il genocidio armeno ad opera dell’Impero Ottomano, narra
l’impossibile vita dei sopravvissuti e la semi sconosciuta
distruzione di Smirne, la bella infedele.
Nel 2010 Antonia Arslan è tornata in tutte le librerie con
un libro che parla della sua esperienza del coma Ishtar 2. Cronache
da un risveglio. Si tratta di toccanti pagine nelle quali ha voluto
far conoscere la dimensione parallela in cui «si vive sospesi,
come un bambino nelle mani degli altri». Riflessioni profonde
sull’esperienza del coma e sul lento ritorno alla vita narrate
in modo intimo e profondo. Ishtar 2 è infatti un reparto
di Rianimazione, dove Antonia Arslan, inghiottita dal coma all'improvviso, è stata
ricoverata per 20 giorni, angoscianti per chi le voleva bene e
spaventosi per lei, che forse non era così assente. Il lento
recupero ha avuto il sapore di una rinascita. La gola, come carta
vetrata subito dopo il risveglio, ha ritrovato il respiro e restituito
la voce a una generosa e affascinante cantastorie. Le sue dita
si sono messe a correre sulla pagina trasformando quell'esperienza
in racconto. Ne sono nate pagine toccanti e allegre perché,
persino tra le pareti di quella stanza d'ospedale, Antonia Arslan è rimasta
una bambina capace di osservare il mondo con lo sguardo rapito
di chi ancora non sa. Quello sguardo che le ha permesso di commuovere
i suoi lettori narrando l'eccidio armeno e l'incendio di Smirne.
Negli ultimi anni la Arslan fa la spola tra l'Italia e gli Stati
Uniti, dove ha tenuto e tiene conferenze sulla letteratura femminile
italiana e sulla cultura e sulla storia armene. E' distinguished
professor alla Fordham University di New York. Continua inoltre
ad essere premiata nel mondo.
Pulcheria 2011
sabato 29 ottobre, ore 9.30 - 12.30
e 14 - 17
Biblioteca Passerini Landi
LABORATORIO DI AUTOBIOGRAFIA
Itinerario di scritture di donne: frammenti autobiografici delle
fasi della vita
Caterina Benelli e Silva Tiranti (Libera Università dell’autobiografia
di Anghiari) conducono un laboratorio originale e affascinante,
accompagnando le partecipanti alla narrazione e scrittura di sé.
La scrittura autobiografica è uno strumento formativo (ed
auto-formativo) sempre più utilizzato nell’ambito
professionale e di cura per favorire in chi lo utilizza una maggiore
riflessione, comprensione, interpretazione e valorizzazione di
sé e delle biografie altrui.
Un metodo quindi che riconduce all’attenzione e all’ascolto
(di sé e degli altri) ritenuto fruttuoso in tutte le età della
vita e, allo stesso tempo, applicabile in varie realtà territoriali.
Negli ultimi decenni le donne hanno compreso il valore della scrittura
di sé come luogo di emancipazione utilizzando diari, epistolari,
memorie, ma si anche a libri di ricette, album di famiglia, diari
di viaggio, etc.
Il laboratorio prevede una parte di riflessione sul tema dell’autobiografia
e, in particolare, sulle biografie al femminile come strumento
di conoscenza di sé e della società in cui viviamo.
Verrà effettuato un percorso lungo una giornata dove accoglieremo
inizialmente le biografie del Novecento di donne (conosciute e
soprattutto non conosciute) per entrare in punta di piedi nella
dimensione dell’essere donna nella contemporaneità.
Le partecipanti sollecitate dalle conduttrici, saranno accompagnate
alla narrazione e alla scrittura di sé attraversando ripercorrendo
le tappe fondamentali esistenziali: infanzia, giovinezza, adultità e
età matura. I frammenti di scrittura prodotti saranno i
fili che costituiranno la trama e il tessuto della giornata. Verranno
utilizzati anche sollecitatori di ricordi legati alla memoria sensoriale.
Al termine della giornata sarà realizzato un diario di lavoro
da presentare al gruppo.
Laboratorio gratuito, a numero chiuso.
Info e iscrizioni: info@pulcheria.it
331 9559753
Pulcheria 2011
sabato 29 ottobre, ore 17 - 18.30
Libreria Matilda, Cantone
dei Cavalli 9
DONNE NELLA STORIA: LE TUE ANTENATE!
Laboratorio gratuito aperto a tutti i bambini
Gioco a squadre ispirato al libro "Le tue antenate" di
Rita Levi- Montalcini. Quante sono state le donne famose per le
loro scoperte nella storia? Tante, tantissime! E le artiste? Scienziate??
A queste e altre domande risponderemo in un divertentisimo gioco
a squadre in
pieno stile Matilda. Insomma: un successo assicurato!
Marie Curie non poté studiare in patria, la Polonia, perché in
quell'epoca l'università era preclusa alle donne. Per questo
si trasferì in Francia dove si laureò e si dedicò alla
ricerca con enorme successo, fino al Premio Nobel. È solo
uno dei tanti modelli femminili affascinanti, rigorosi, combattivi,
mai banali, raccontati da Rita Levi-Montalcini. Storie straordinariamente
esemplari per le adolescenti spaesate tra "velinismo" e
paure. A loro, e ai loro fratelli e genitori, la più grande
scienziata italiana racconta con passione i propri riferimenti
personali: figure innovative, fiere e rivoluzionarie che hanno
saputo affermarsi e trascinare con sé l'emancipazione della
donna nella società occidentale, fino ai giorni nostri.
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